
Omelia Domenica delle Palme 2026
Padre mio, se è possibile passi via da me questo calice.
Sì, anche io ti prego, Signore, con tutte le forze del cuore: passi via da me quando i miei figli mi chiedono la vita e mi spezzano il cuore e le energie,
passi via da me quando la relazione a casa diventa soffocante e mi lascia nella solitudine,
quando l’amore che sognavo mi toglie tutto non permettendomi di tenermi qualcosa,
passi via da me il calice di dover rimanere fedele al quotidiano pesante e pieno di noia,
passi via da me l’arroganza nel luogo di lavoro,
passi via da me il calice dei miei genitori anziani e fragili,
passi via da me la spada terribile di un problema di salute che inizia a preoccupare,
passi via da me il calice della lotta interiore,
passi via da me la catena che mi imprigiona alla vita,
passi via da me la paura di non farcela,
passi via da me quella tristezza per non aver realizzato ciò che da ragazzo sognavo ad occhi aperti,
a portata di mano.
Passi via da me quell’amico in cui confidavo e mi ha tradito,
passi via da me quella triste realtà della ferita affettiva,
della separazione o di un divorzio,
passi via da me l’impossibilità di vedere i miei figli,
passi via da me il peso degli amici e dei cari che go visto morire senza neanche rendermene conto.
Passi via da me quel peccato che proprio non riesco a vincere.
Eppure tu anche ora, come a quel tale mi dici: farò la Pasqua da te con i miei discepoli.
Tu vuoi quest’anno fare Pasqua da me,
vuoi che nel mio cuore si realizzi il passaggio dalla schiavitù alla libertà,
vuoi che io finalmente dia un nome a ciò che vivo,
a ciò che mi dona gioia e che mi fa soffrire.
Sì, tu vuoi che passi da una vita che mi sembra una prigione,
a una vita che germina speranza.
Sì, Tu vuoi fare Pasqua dicendomi che mi sei accanto.
Dice un canto: io so che in tutti gli angoli di questo mondo a spigoli, c’è un pane che ci fa liberi e ci fa uomini.
Vuoi che ci sia Pasqua in me: desideri con forza che io sia pienamente uomo, vuoi darmi la libertà che significa rimanerti amico per sempre.
Questa è la Pasqua: anche se ho cercato miseri trenta denari per perderti, anche se ho dovuto aspettare quel gallo che canta, quella “sveglia” che mi ha scosso dentro e mi ha spinto fuori a piangere amaramente, ma che mi ha aperto la strada a tornare tuo amico.
Tu non ti vuoi salvare, perché hai voluto salvare me.
Una grande pietra è davanti al mio cuore, ma per quanto cerco di fare la guardia per rimanere chiuso dentro le mie illusioni, si apre una strada:
ci sarà per me luce e si apre la possibilità di sentirmi sussurrare da te: non ti chiamo servo, ma amico.
Sì, Signore, vieni a fare Pasqua da me e sarà di nuovo pienezza, e sarà di nuovo beatitudine e nulla, davvero nulla, mi potrà più separare da te che sei vita e vita per sempre.
Gesù, fammi sentire nel cuore quel tuo grido prima del tuo ultimo soffio sulla Croce e quel grido mi rigeneri,
quel grido mi faccia gridare che senza di Te non sono nulla,
senza di Te avrei un cuore come una tomba,
con Te solo si compie vita vera, oggi e sempre,
e con te sarà festa e potrò prendere un ramo di ulivo e con le lacrime agli occhi dirti:
Tu solo sei Re e come San Pietro voglio piangere amaramente e ricordare a me stesso: Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita!
Squarcia in due il mio cuore perché entri il Tuo Spirito,
fai tremare ogni mio passo,
apri il mio sepolcro e possa dire come coloro che hanno provato a dominarti e a frenarti come il centurione e le guardie: Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!
Signore, lasciati avvolgere dal lenzuolo delle mie paure e delle mie solitudini e lì dentro metti il profumo della tua divinità e della Risurrezione.
Fai Pasqua da me e sarà vita davvero! A Te solo posso consegnare ogni dolore e ogni sentimento, Tu consegnami la Tua Vita e avrò tutto.
Così sia.